ROBERTO ALBIERO

Roberto Albiero classe 1986 Cremasco di nascita, Milanese d’adozione.

Intraprende studi lontanissimi da quella che sarà, poi, la sua professione: spronato dai genitori, relega in un angolo la sua voglia di studiare all’Alberghiera e  frequenta, controvoglia, Meccanica, ma l’unica cosa che apprezza davvero nel suo corso di studi è la manualità, lo sporcarsi le mani”.

Iscrivendosi alla facoltà di Scienze delle Tecnologie della Ristorazione si avvicina un po’ di più al suo sogno e comprende che la sua strada è nella ristorazione, della non gli interessano gli aspetti manageriali, quanto, ancora una volta, il fare, il creare, lo stare in cucina. L’incontro con Gualtiero Marchesi rappresenta la svolta che gli serviva:  ha la possibilità di confrontarsi con lo Chef per quanto riguarda la strada da intraprendere, quindi finisce gli studi ed inizia la gavetta.

Approda nella cucina Gourmet del Savini, dove lavora prima per lo Chef Torretta e  quindi per lo Chef Giovanni Boni:  la cucina stellata è il suo mondo; lavorare con ritmi sostenuti ed orari impossibili non gli pesa.

Lo switch vero è proprio coincide con l’inizio della collaborazione con lo Chef Tano Passolungo, del quale diviene amico; Roberto concretizza la propria idea di cucina e lascia l’arte culinaria stellata per aprire un proprio ristorante: lo rivende dopo due anni (per un’offerta alla quale non “poteva dire di no”) e sceglie la carriera di Freelance.

E’ grazie ad Alessandro Italiano che Roberto approda al REMOLINO portandovi la sua  idea di CUCINA PER TUTTI: materie prime facilmente accessibili,  ma che, trattate con rispetto, possono condurre a  risultati altissimi. Per lui mangiare non significa soddisfare un bisogno, ma vivere un’esperienza e gli piace sperimentare utilizzando sì prodotti del territorio, genuini e  stagionali, mixandoli, però, con altri che possono arrivare da tutta Italia se non dal mondo. “Il piatto non può fermarsi alla sola estetica:  deve avere anima, bisogna che  diverta!”.